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PALATINO EXPRESS v.2 - PARIS
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Sulla stessa logica è nato PALATINO EXPRESS V2 del 17 Aprile 2004 a Roma: 
portare con un bus tutti i visitatori di una apparentemente innocua esposizione al centro di Roma in una fabbrica abbandonata della periferia per osservare e vivere cio’ che era stato creato nei giorni precedenti.

In realtà l’intervento segnico è diventato solo uno delle possibili chiavi di lettura dell’evento. Un’altra era di fare “viaggiare” i partecipanti (si intende sia i nomadi che i romani)  nella loro città e generare un incontro tra due popolazioni co-abitanti ma di culture e costumi totalmente differenti.
Tra la curiosità dell’arrivo in un ambito sconosciuto da una parte, e l’improvviso sbarco di sconosciuti dall’altra, si è generato un vuoto che solo la musica e la festa potevano spezzare, quasi a dimostrare come vi siano nell’essere umano delle ritualità e delle forme di comunicazione che travalicano le barriere culturali.  

L’evento è stata possibile solo grazie a una vasta partecipazione di amici e collaboratori che si sono annessi all’esperienza dopo aver percepito quanto interessante e ludica fosse la manifestazione,  e grazie a un attento studio del design, dei tempi e della comunicazione da trasmettere correttamente.

Non é stato posto, come premessa, alcun limite ai tipo di linguaggio artistico da utilizzare per la riuscita dell’artificio scenico; si è generato spontaneamente un approccio da Arte Totale con forti similitudini al set di un film piuttosto che ad un happening; come se il team fosse rappresentato da attori, scenografi, direttori della fotografia, registi e montatori…

La seconda tappa (forse la piu’ temuta dagli artisti) era quella di riuscire a creare un artificio per convincere la gente a  seguire un attore che impersonava un extracomunitario accompagnato da un sasso (protagonista di un video proiettato) come simbolo del contatto con la materia al suo stato primitivo.
Il video proiettato (che è anche il manifesto della poetica di Rust-age, già presentato al Palazzo delle Esposizioni di Roma nell’ambito del Roma-Europa Festival) rapprensenta  un personaggio che attraversa la citta con un enorme sasso sulla testa dalla campagna romana al centro di Roma passando da percorsi sotterranei e sconosciuti ai piu’.

La terza tappa era condurre il pubblico al bus parcheggiato nei dintorni nei tempi prestabiliti (esattamente al calar del buio).

La quarta tappa era accogliere i partecipanti nella fabbrica abbandonata e illuminare al loro passaggio gli interventi segnici e il cammino, secondo diverse tipologie di luce.

La quinta tappa era il diventare tutti spettatori del luogo e dell’evoluzione della serata.
Il risultato è stato  un certo imbarazzo iniziale delle due comunità e una progressiva evoluzione verso un’atmofera festiva dopo le prime note improvvisate dai residenti, scossi e stimolati dall’arrivo di cosi’ tanti ospiti.

La sesta tappa era riportare i partecipanti alla galleria insieme ad un gruppo di extracomunitari per proiettare in tempo reale le foto digitali prese durante il percorso e l’arrivo
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